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MANOVRE D’ATTACCO: TATTICHE E GEOMETRIE

INTRODUZIONE

Nell’ultimo workshop abbiamo visto come preparare attivamente e proficuamente il velivolo e il team all’area combat, variando l’approccio e le varie configurazioni in base alle minacce e agli attributi dell’area stessa (meteo, terreno, ecc..). In questo nuovo articolo andremo più nel dettaglio dell’ultima fase delle operazioni in area combat e cioè l’attacco finale. Analizziamo quelle che sono le manovre tipiche di attacco dell’A10C in diverse configurazioni; qui di seguito verranno mostrate le manovre tattiche specifiche per attacchi a quota media e bassa. Tali manovre possono essere eseguite all’interno del circuito combat mostrato precedentemente.

TECNICHE DI ATTACCO SEMPLICI

Quando nell’area combat è richiesto un continuo mutuo supporto visivo tra i due componenti del pacchetto di attacco (appunto shooter-cover), si usano delle figure tattiche che aiutano i due velivoli a gestire in modo adeguato la propria area di responsabilità. La responsabilità del cover, infatti, è quella di monitorare il bersaglio e lo shooter, mantenendo spazio di manovra sufficiente per poter intervenire nel caso la situazione lo richieda, con un eventuale sgancio di armi, una chiamata di missile launch o qualsiasi altra azione che possa agevolare la manovra di attacco del pacchetto. In questo modo lo shooter può concentrarsi sullo sgancio degli armamenti richiesti sul target prestabilito.

SHOOTER-COVER SIMMETRICA

La tattica shooter-cover simmetrica prevede che il cover, in una WEDGE FORMATION, esegua la manovra di copertura, con un angolo di 45° rispetto alla direzione dello shooter, e iniziando la manovra di rejoin formation, dal vertice destro o sinistro del punto di off del circuito combat.

Come si vede dalla figura, poco dopo che lo shooter ha chiamato l’IN, il cover manovra a circa 45° sfilando dietro lo shooter e rimane in copertura visiva per tutto il tempo che lo shooter è in vicinanza del target, nel momento dello sgancio e in quello dell’evasione. Quando lo shooter sarà in prua egressing allora, il cover inizierà la virata per riportarsi in formazione WEDGE.

SHOOTER-COVER ARCING

La tattica di Arcing, prevede che il velivolo di copertura, effettui un aggiramento dell’area target all’esterno del circuito combat, posizionandosi in modo da avere una visuale completa dell’area ma stando abbastanza vicino da non perdere il contatto visivo con il velivolo shooter. La virata verso l’esterno deve essere di circa 30° in modo da consentire il continuo mutuo supporto. Anche questa manovra può essere effettuata indistintamente sia in un circuito con OFF a sinistra che in OFF a destra.

SHOOTER-COVER PARALLEL

La tattica dell’attacco parallelo è del tutto simile a quella dell’arcing ma in questo caso, il volo cover effettuerà la sua copertura imitando il circuito combat del cover, andando ad intersecare il suo percorso per mantere così visibilità sullo shooter fino allo sgancio. Con questa tattica, il velivolo cover avrà piena visibilità sulla zona e sul velivolo di attacco, se nella formazione WEDGE la distanza longitudinale tra i due velivoli sarà maggiore del consueto.

TECNICHE DI ATTACCO SIMULTANEI

Gli attacchi simultanei possono essere eseguiti su bersagli multipli come lunghe colonne di mezzi o FARP complesse, dove un singolo passaggio di più velivoli è richiesto per neutralizzare la maggior parte delle minacce di alto livello, appunto in un’unica sortita. I piloti che andranno ad eseguire un attacco simultaneo, dovranno avere un’elevata abilità nella gestione della SA nonché essere coordinati da un velivolo esterno configurato come OSC (On Scene Commander). L’OSC dovrà essere responsabile dei seguenti aspetti:

  1. Coordinazione della geometria holding
  2. Eventuale coordinazione con il JTAC/FAC(A)
  3. Selezione dell’armamento
  4. Selezione della tattica di attacco
  5. Direzione di uscita
  6. ROE
  7. Assegnazione dei bersagli

Gli attacchi simultanei possono essere condotti a partire da un unico IP ma molto spesso è preferibile un attacco coordinato da più pacchetti con IP diversi e settori di attacco diversi. La separazione tra i velivoli può essere geometrica (settoriale), quindi visiva, oppure per essere gestita in modo più preciso, può essere temporale (uso del TOT o dell’HACK TIME che vedremo nel prossimo workshop). Di seguito alcune tattiche base per la configurazione di attacco multiplo. In futuro, con la piena acquisizione delle tattiche di base, verranno aggiunte ulteriori tattiche avanzate per il completamento del quadro di attacco.

SHOOTER-SHOOTER MAVERICK

Questa manovra è del tutto simile alla tattica di attacco parallelo degli attacchi singoli, la sola differenza è che la formazione usata sarà una line. Entrambi i velivoli attaccano l’obiettivo e l’uscita dal target può avvenire sullo stesso punto di OFF o con OFF simmetrici (un velivolo a destra e uno a sinistra).

SHOOTER-SHOOTER BOMBING

Questa manovra prende spunto dalla geometria dell’attacco singolo Arcing, dove però il secondo shooter rientra sull’obiettivo ed esegue un attacco multiplo coordinato. Qui la separazione può avvenire in modo visuale, in quanto lo shooter esterno dopo la virata di rientro ha la possibilità di visualizzare l’intera area di manovra, sia in modo temporale, gestendo la separazione degli attacchi con un coordinamento in secondi (generalmente 10 tra un attacco e l’altro).

TECNICHE DI ATTACCO IN BUDDY LASING

Molto spesso le manovre di attacco eseguite con sgancio di armamento a guida laser, non consentono di illuminare nel modo corretto il bersaglio selezionato. D’altra parte, il tentativo di eseguire un corretto lasing da parte dello stesso shooter, comporta nella maggior parte dei casi, una perdita di SA e al rischio di eseguire la manovra d’attacco in maniera scorretta e/o di creare condizioni di scarsa separazione dalle minacce, dagli ostacoli a terra e dai propri compagni di volo. Per migliorare la tattica di attacco con armamenti a guida laser, si prevede di utilizzare il cosidetto buddy lasing. In questo caso, lo shooter si preoccupa solo di coordinare l’attacco con chi effettivamente andrà ad illuminare il bersaglio e di eseguire la manovra in modo corretto.

LASING STAND OFF-ORBIT

Questa tattica prevede che il velivolo lasing sia l’eyeball, generalmente posto in race-track ma a volte anche in wheel. Se per la copertura laser della wheel, la geometria è abbastanza chiara, quella per la race-track è leggermente più complessa e la figura qui sotto può risultare esplicativa. Il velivolo che deve effettuare il lasing, deve trovarsi nel ramo della race-track in cui ha piena visibilità del bersaglio e dell’area, per evitare di incappare in un masking il tempo massimo di visibilità deve essere calcolato prima dell’esecuzione della manovra.