ArmA 3 | La pattuglia – Parte 4 | Le imboscate e la RAI

Introduzione

Ci siamo lasciati nell’ultimo articolo parlando di come si muove una pattuglia fuori dalle fasi di combattimento o subito prima e dopo. In questo quarto ed ultimo articolo riguardante la pattuglia, è d’obbligo andare a capire come muoversi ed agire durante le fasi di combattimento.

LE IMBOSCATE

Le imboscate sono azioni di disturbo verso unità ostili ferme o in movimento, effettuate solitamente da una posizione di copertura e possono essere “previste”o “improvvisate”.
Le imboscate previste sono quelle azioni dove si conoscono già in fase di briefing o si acquisiscono sul campo, informazioni precise sull’obiettivo. Le imboscate improvvisate sono reazioni ad un contatto diretto sul campo con unità ostili non previsto.
Le imboscate previste sarebbero da suddividere in altri sottotipi ma che non andremo ad affrontare in questa rubrica.

Il risultato di un’imboscata deriva da diversi fattori:
-Effetto sorpresa
-Coordinamento
-Concentramento e volume di fuoco
-Controllo della situazione
-Definizione di un obiettivo

Per un’imboscata prevista, così come per quanto possibile per una improvvisata, è necessario conoscere con precisione il punto in cui verrà effettuata, la conformazione del terreno, e i punti di fuga possibili delle unità ostili.

I tipi più comuni di imboscate sono:
-lineare
-a “L”
-a “Z”
-a “T”
-a “V”
-a triangolo (o a quadrato)

Durante la preparazione di un imboscata è sempre bene prevedere una squadra di 3/4 operatori, che si occuperanno di inseguire eventuali ripiegamenti per non dare possibilità di fuga e riorganizzazione.

L’imboscata lineare

L’imboscata lineare si adatta perfettamente a diverse conformazioni di terreno ed è la miglior soluzione su strade e passaggi che permettono a chi attacca una copertura e a chi difende un ostacolo sulle possibili vie di fuga. Un esempio può essere visto in una strada che costeggia una parete rocciosa o un muro su un lato, con l’altro lato fitto di vegetazione. La squadra attaccante posizionata nella vegetazione, costringerebbe la squadra che viene attaccata, bloccata tra il fuoco e l’ostacolo.

L’imboscata a “L” e “Z”

Queste imboscate sono fondamentalmente una variante di quella lineare.
La variante L viene eseguita quando la strada curva, con gli operatori attaccanti che si andranno a posizionare su entrambi i rami esterni della strada, creando così anche una sorta di fuoco incrociato.
Una sottovariante della L, è quella di posizionare due elementi nell’angolo interno della curva così da intercettare il ripiegamento della squadra che si difende.
La variante Z è simile alla L ma in aggiunta i due uomini alle estremità, all’inizio dell’ingaggio o al segnale del comandante si muovono sui fianchi della squadra che si difende. Questa variante può essere eseguita solo se la pattuglia ha a disposizione un numero di elementi maggiore del solito.

L’imboscata a “T”

L’imboscata a T, solitamente viene utilizzata per azioni di disturbo per rallentare o far desistere dal proseguire un gruppo di ostili.
Va eseguita dividendosi in due gruppi e posizionandosi ai lati della strada direzionando il fuoco verso la direzione di arrivo della squadra da attaccare. Si concentra il volume di fuoco sulla testa della squadra ostile e si ripiega prima possibile ad un punto prestabilito.
Questo tipo di imboscata è fattibile anche se non si conosce la direzione di arrivo degli ostili, in quanto permette di cambiare direzione di fuoco in pochi secondi.

L’imboscata a V

Simile all’imboscata a T, ma con una disposizione degli operatori obliqua, con fuoco concentrato sul punto di passaggio degli ostili, anziché verso la direzione di arrivo.
Il fuoco risultante è incrociato e permette ad 1/2 operatori per parte di muoversi verso la direzione di arrivo della squadra che si difente e chiudere la via di fuga.
Risulta molto efficace in zone aperte, ma allo stesso tempo complessa in quanto richiede di attendere che l’obiettivo sia molto vicino.

L’imboscata a triangolo (o a quadrato)

Tra tutti i tipi di imboscata questa è sicuramente quella più letale ma anche la più complessa da organizzare ed eseguire, perché richiede un terreno adatto e un coordinamento perfetto tra gli operatori.
La pattuglia, secondo il numero di elementi e comunque a discrezione del comandante, si dividerà in 3 o 4 gruppi, delineando il gruppo primario (o master) e andranno a posizionarsi per formare un triangolo o un quadrato attorno al previsto punto di ingaggio.
Solamente il gruppo primario farà fuoco mentre gli altri gruppi attenderanno che gli ostili ripieghino verso la loro destinazione.
Ad ogni ripiegamento della squadra che si difende, deve corrispondere il fuoco di un gruppo preciso.
Una variante a questo tipo di imboscata, può prevedere distanze di ingaggio che mutano continuamente, con un ingaggio principalmente a media distanza, per poi ad ogni cambio gruppo, avvicinarsi al gruppo di ostili.

LA REAZIONE

Reagire ad un contatto casuale, è forse la situazione più comune in cui ci può trovare durante l’attività di pattugliamento.
Le azioni che vengono eseguite prendono il nome di RAI, che non è l’emittente radiotelevisiva, ma l’acronimo di Reazione Automatica Immediata.
In pratica, le RAI, indicano una serie di azioni prestabilite, che ciascun elemento, in base al proprio ruolo, deve conoscere ed eseguire in modo automatico al contatto visivo e/o fisico con unità ostili.

Attuazione della RAI

In caso si individui un unità ostile, senza essere stati individuati dal contatto, si effettua il “congelamento”, che prevede l’immobilizzazione immediata della squadra e quando possibile un lento movimento verso il più vicino riparo.
Subito dopo si provvede a valutare velocemente le azioni successive.
In caso non si è ancora stati individuati, il comandante deciderà se eseguire un imboscata improvvisata, o evitare l’ingaggio modificando la direzione di marcia, o attendendo il passaggio del pericolo.
In caso si venga individuati, oltre ad interrompere il congelamento, si passa ad una fase di fuoco immediato.
L’operatore che ha individuato l’unità ostile, darà il segnale urlando “Contatto!” specificando la direzione e se possibile una distanza stimata. Il resto degli elementi si disporrà automaticamente e rapidamente in linea, e concentrando un fuoco continuo nella direzione indicata.
Nel frattempo il comandante valuterà se proseguire l’ingaggio o procedere ad un ripiegamento.
E’ fondamentale che almeno gli scout, ma sarebbe utile a tutti gli operatori, conoscano sempre l’azimut (gradi orizzontali) della direzione di marcia, in modo da, in caso di ingaggio, comunicare una direzione “oraria” rispetto al senso di marcia del contatto. Un altro metodo è quello, e il nostro Arma 3 ce lo permette, di muoversi con la bussola sempre in primo piano o i sistemi di navigazione (GPS, microDAGR, ecc).
Quando si effettua una RAI, il ruolo di mitragliere, o comunque qualsiasi elemento con un armamento in grado di fornire fuoco continuo per un tempo elevato, deve concentrare tutto il fuoco possibile sulla direzione indicata, anche se non ha visuale diretta sul contatto, eseguendo il cosidetto “fuoco di soppressione”.

Conclusioni

Questa rubrica riguardante la pattuglia è giunta al termine e se siete arrivati a leggere queste ultime righe, vuol dire che avete gradito questi articoli.
Ringraziandovi della fiducia, SimItaliaGames continuerà a creare queste rubriche, che possano aumentare tanto la conoscoscenza del player quanto quella del lettore non direttamente interessato alle nostre attività.